Viaggiatori Intergalattici: Stelle da Altre Galassie

Imagine Credit: ESA

In questa immagine dell’ESA possiamo vedere le stelle in entrata ed uscita dalla nostra galasia.

La velocità di fuga (o seconda velocità cosmica) è la velocità che un corpo deve raggiungere per vincere la gravità di un pianeta/luna/asteroide e quindi poterlo “lasciare” e magari, “aggiungendo” la velocità di parcheggio (o prima velocità cosmica) entrarci in orbita. Questo valore sulla Terra è di 11,2km/sec (o 40.320km/h) e significa che se noi, per assurdo, riuscissimo a lanciare un sasso in cielo a 11,2 km/sec questo lascerebbe il nostro pianeta ed inizierebbe a vagare nel sistema solare;  più un oggetto ha massa e più la velocità di fuga cresce, eccone alcuni esempi:

  • Mercurio 4,44 km/sec
  • Venere 10,4 km/sec
  • Terra 11,2km/sec
  • Luna 2,31 km/sec
  • Marte 5 km/sec
  • Giove 60 km/sec
  • Saturno 35,5 km/sec
  • Urano 21,3 km/sec
  • Nettuno 23,3 km/sec
  • Sole 617 km/sec

Si tratta di una velocità molto importante, infatti senza propulsioni che ci permettessero di raggiungerla saremmo relegati al nostro pianeta, niente Luna, sonde o esplorazione spaziale in generale (a dire il vero i nostri sistemi di propulsione sono molto limitati visto che dobbiamo “portarci dietro” il combustibile).

E’ di questi giorni la notizia che il ricercatore italiano in forza all’ Università di Leiden (Paesi Bassi) Tommaso Marchetti con l’aiuto del satellite Gaia e delle sue osservazioni, ha trovato 13 stelle iperveloci il cui nome già dice tutto. Ovviamente anche le galassie hanno una velocità di fuga, pensate che il nostro Sole orbita attorno al centro galattico a circa 250 km/sec (quindi anche quando siete convinti di essere fermi, magari sul divano, state sfrecciando ad almeno 900.000 km/h) mentre queste stelle “fuggitive” hanno velocità intorno ai 600 km/sec!

Già negli anni scorsi era noto questo genere di stelle che, prima o poi, abbandoneranno la Via Lattea lanciate a velocità stratosferiche per motivi ormai chiari come l’incontro con un buco nero o l’esplosione di una stella compagna, ad esempio. Quelle scoperte da Tommaso oltre ad avere velocità superiore a quella di fuga galattica, non si stanno allontanando bensì si stanno dirigendo verso la Via Lattea provenienti dall’esterno, lanciate fuori dalla loro galassia da qualche evento catastrofico simile:  sono quindi stelle strappate ad altre galassie (o meglio lanciate verso di noi), che arrivano probabilmente da membri del gruppo locale.

Queste 13 stelle sono state individuate in un catalogo che ne conta circa 7 milioni, quasi delle mosche bianche che attraverseranno il disco galattico in una decina di milioni di anni per poi lasciarlo del tutto e tornare a sfrecciare nello spazio intergalattico. Nei prossimi mesi verranno studiate in dettaglio per cercare di ricostruirne la traiettoria e capire cosi da dove arrivino esattamente perché, se è vero che ci sono galassie vicine alla nostra, è anche vero che lo spazio tra queste è immenso e che la probabilità che si “scambino” stelle sono davvero minime. Nell’immagine all’inizio dell’ articolo sono evidenziate 20 stelle iperveloci: le 7 in rosso si stanno allontanando dalla Via Lattea mentre quelle in arancione hanno una traiettoria proveniente dal di fuori della nostra galassia che le porterà ad attraversarne il disco in qualche milione di anni.

Andrea Cuozzo

www.aapv.it

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