L’attività Solare ed Antonio Stradivari

Il Sole non è una stella comune come normalmente siamo abituati a considerarla, per lo meno non in quel senso. Se siamo qui è soprattutto grazie a lei ed alla sua “pacatezza” inoltre è l’astro che ha permesso di comprendere tutti gli altri: si tratta infatti della stella più studiata in assoluto grazie al fatto da essere talmente vicina che i suoi dettagli superficiali ed atmosferici sono visibili anche ad occhio nudo (utilizzando appositi filtri). Oggi sappiamo che ha un ciclo di circa 11 anni (a volte 10 a volte 13) durante il quale passa da un massimo (periodo nel quale sono presenti molte macchie solari e flare) ad un minimo (passano anche settimane tra una macchia e l’altra) per poi tornare al massimo. Il Sole è quindi una stella stabile, non è capriccioso come le nane rosse né “bipolare” come alcune variabili, ma siamo sicuri di questo? Sono sufficienti poco più di 400 anni di osservazioni solari per stare tranquilli? Tra il 1645 ed il 1715 il Sole si prese una “pausa”, la sua attività scese ben sotto i minimi oggi conosciuti, ma come facciamo a saperlo? Edward Maunder, astronomo solare inglese vissuto a cavallo tra 1800 e 1900, studiando le cronache osservative dell’epoca si accorse che in questo periodo vennero registrate poche centinaia di macchie solari contro le 130.000 previste. Ma cosa successe esattamente in quell’arco di tempo noto oggi come “minimo di Maunder”? Quello che si evince dalle osservazioni è che il ciclo undecennale scomparve lasciando la nostra stellona sempre al minimo. Ma cosa ha “addormentato” il Sole? Probabilmente si tratta di un ciclo che va a sommarsi a quello di 11 anni e la causa potrebbe essere una temporanea espansione e rallentamento nella rotazione della nostra stella. Il carbonio14 ed il berillio10 possono aiutarci a capirne di più: infatti sono isotopi la cui presenza è strettamente legata all’attività solare e studiando la loro concentrazione negli alberi e nel ghiaccio polare oggi sappiamo che negli ultimi 1200 anni il Sole è andato incontro a 4 grandi minimi:

  • Minimo di Oort (1010-1050)
  • Minimo di Wolf (1280-1340)
  • Minimo di Spoerer (1420-1530)
  • Minimo di Maunder (1645-1715)
Image: Wikipedia

Image: Wikipedia

Di tutti, l’ultimo è stato quello caratterizzato da attività solare quasi nulla e guarda caso il periodo coincise con la parte più fredda della piccola era glaciale, un periodo in cui in Europa la temperatura media calò di qualche grado favorendo l’avanzare dei ghiacciai (sulle alpi inglobarono addirittura interi paesi) e parecchi fiumi ghiacciarono: sul Tamigi si organizzavano vere e proprie fiere sul ghiaccio! Inverni più freddi ed estati meno calde fecero si che gli alberi si irrobustissero riducendo la fotosintesi e dando origine a legno più compatto: anche l’acero dei Balcani e l’abete rosso della Val di Fiemme con cui Stradivari “lavorava”, quindi un po’ della magia di quegli strumenti è merito del nostro Sole e del suo “riposino”. Un’ultima curiosità: carbonio14 e berillio10 ci dicono anche che l’aumento dell’attività solare dalla fine del minimo di Maunder ad oggi è il più intenso degli ultimi 9000 anni.

Nei grafici: il numero di macchie solari per periodo che evidenzia il Minimo di Maunder e le variazioni del carbonio14 atmosferico negli ultimi 1200 anni

Numero Macchie Solari negli Anni. Image: Wikipedia

 

Potrebbero interessarti anche...