Diametro Si, Diametro No… Quando un Semplice Celestron AstroMaster 70AZ Regala Emozioni

Celestron-Telescopio-AC-70-900-Astromaster-70-EQ - Emout

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Gli astrofili tendono ormai ad abbandonare e snobbare i telescopi con piccoli diametri perche più è grande e più si vede. Verissimo, o forse lo è solo in parte? I dettagli e la raccolta di luce che ti da un dobson da 400mm le puoi solo sognare in un 70mm, ma da possessore di 300mm, 400mm e 70mm vi assicuro che quest’ultimo, seppur microscopico rispetto agli altri due può dire la sua.

Il 9 giugno è venuto a cena il caro amico Maner ed ha portato 3 binocoli, uno dei tre, pur non essendo io “patito” o conoscitore di binocoli, lo trovo fantastico (un Pentax PIF 7x 50mm). Mentre montiamo il tutto per osservare decido di “stazionare” il mio 70/900 ed in 1 minuto e mezzo sono operativo. Puntato su Giove tra i lampioni, le case e un seeing discreto ecco che da il meglio di sé: netta la grande macchia rossa (ripeto è un 70 mm), nette le bande equatoriali con qualche dettaglio atmosferico su quella nord, netta la temperata sud, ed intravedo appena la temperata nord. Anche il mio amico rimane colpito dalla resa di quello che oggi è considerato un “giocattolino”, infatti io stesso l’ho preso per mio figlio.

Nel frattempo ci scambiamo di posizione e mentre osservo nel magnifico binocolo Pentax decido di osservare nei dintorni di Antares anche se è molto bassa tra lampioni e case. Con sorpresa mi usando la visione distolta (particolare utilizzo della vista in astronomia che consiste nell’osservare l’oggetto debole non direttamente ma lasciandolo ai bordi del campo visivo) intravedo M4, corro a puntarlo nel 70mm ed eccola lì.

Sono sicuro che se avessi montato il 300mm, avrei osservato e visto molto meno dato che avrei dovuto aspettare che si acclimatasse, avrei dovuto collimarlo e poi il diametro più grande raccoglie si più luce ma anche più inquinamento luminoso per non parlare della maggior sensibilità al seeing.

Qualche anno fa ero felice possessore di uno Skywatcher 120 ED e di un C9,25 rilavorato da Toscano: la morale è stata che in un anno le serate buone sfruttabili dal 235mm sono state in tutto 4 mentre con il 120 molte, molte di più!  Personalmente poi credo che sul planetario (unica cosa fattibile dal mio giardino) i rifrattori abbiano una marcia in più, soprattutto sulla Luna e le stelle doppie. Se è vero che la prima è bella anche “attraverso una bottiglia di vetro” le seconde sono un po’ più rognose e le immagini puntiformi che regala una lente non hanno pari.

 

Tornando a quella serata di giugno, verso l’1 di notte, puntiamo Saturno nel 70mm: molto bello, netta la divisione di Cassini e si vede la sua luna,  Titano. Per evitare inutili discussioni: in montagna mi porto sempre il grosso diametro ma questi 70mm per il portafoglio, per la città, o per chi come me ha il giardino illuminato a giorno sono veramente un’ottima scelta (90 secondi e si è operativi, pronti per osservare), la cosa un po’ scomoda è l’altazimutale manuale. In caso lo si volesse, si può montare il telescopio su una montatura GO-TO e con questo piccolo upgrade sarebbe uno strumento da 9 in pagella. Passate una sera insieme al 70mm e non ve ne pentirete.

Andrea Cuozzo, www.aapv.it

 

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