La Stella Zombie – iPTF14hls

Supernova 1280

Supernova 1280  Nell’immagine (sito dell’Università di Copenaghen) la supernova ripresa nel 2014

Già chiamarsi iPTF14hls non è il massimo, poi se ti tocca “morire” una dozzina di volte…

Quando nel 2014 il Palomar Transient Factory individua quella “stellina” a 500 milioni di anni luce da noi la classifica subito come supernova, quello che ha osservato è quindi una stella esplosa mezzo miliardo di anni fa in una galassia dell’Orsa Maggiore. Il ciclo di una supernova è a grandi linee sempre lo stesso: la stella esplode rilasciando energia tale da eguagliare quella di tutte le stelle che compongono la galassia ospite per qualche giorno poi, nei mesi a seguire, questa energia/luminosità si fa sempre più flebile fino a sparire. Ecco in cosa si differenzia iPTF14hls, la stella è esplosa altre 5 volte nei successivi 3 anni e questo strano comportamento le ha fatto guadagnare il soprannome di “stella zombie”.

Ma come è possibile che una stella muoia più di una volta? Daniel Kasen, uno degli autori di questo studio, la definisce come “il più grande enigma mai trovato in anni di osservazione di esplosioni stellari”. (Ri) scoperta a settembre 2014 sembrava si trattasse di una normale supernova di tipo II quindi gli astronomi si aspettavano un calo di luminosità nei seguenti 100 giorni ma la “stella” si è comportata in modo anomalo: ha continuato a brillare per oltre 600 giorni (con 5 grandi fluttuazioni) ed ha mantenuto una temperatura pressoché costante tra i 5200 e i 6200 gradi Kelvin.

Come se non bastasse, analizzando lastre fotografiche più vecchie, è emerso che la stessa stella fosse già esplosa nel 1954 e da quell’anno l’ha fatto altre 6 volte. La galassia nana che ospita questa “supernova ricorrente” è contraddistinta da una bassa metallicità cosi come la stella progenitrice. Le stranezze non finiscono qua, studi hanno dimostrato che l’espansione dei detriti stellari è molto lenta, cira 1000 km/s, la più bassa conosciuta tra le supernove studiate, più bassa addirittura di un fattore 6!

Viste le particolarità di questa stella sono previste numerose campagne osservative nei prossimi anni da parte di vari osservatori sparsi in tutto il mondo e persino dall’Hubble Space Telescope.  Siamo di fronte ad una capostipite, nulla di conosciuto tra le esplosioni stellari ha solo una delle particolarità di questa strana “stella”. Le ipotesi sono molte, quelle tra le più accreditate sono attualmente 2:

  1. Probabilmente ci troviamo di fronte a quella che gli astronomi chiamano “supernova ad instabilità pulsante”, un rarissimo caso in cui la stella è talmente massiva  che perde massa a seguito di vere e proprie eruzioni, il materiale espulso in questo modo potrebbe raggiungere quello espulso in precedenza e dare vita a veri e propri bagliori causando quella che in inglese è chiamata “supernova impostore”.
  2. La stella potrebbe essere talmente calda e “potente” da generare antimateria al proprio interno che interagendo con la materia presente nel nucleo, la renderebbe così instabile facendole attraversare un periodo di vita turbolento costellato da esplosioni.

Possibile? Si! ma si pensava che questo tipo di stelle fossero esistite ed esplose nelle prime fasi di vita dell’universo. Quindi altre particolarità astrofisiche che mettono in crisi i nostri modelli teorici di evoluzione stellare, un altro dubbio, un altro mistero da spiegare perché in questa “faccenda”, l’unica cosa certa è che iPTF14hls non ne vuol sapere di morire.

Andrea Cuozzo

www.aapv.it

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