John Dobson: Genio e Leggenda

John Dobson che mostra a Rob Adams come usare un 24 pollici nel 1981 - Immagine presa da bbastrodesigns.com

John Dobson che mostra a Rob Adams come usare un 24 pollici nel 1981 – Immagine presa da bbastrodesigns.com

John Dobson è conosciuto sicuramente per la sua invenzione più celebre, ovvero quel tipo di montatura che ha permesso di utilizzare un newton in altazimutale, in poche parole il telescopio Dobson o dobsoniano che dir si voglia. Ma quanti sanno altro su di lui?

 

Nato a Pechino nel 1915 figlio di una musicista ed uno zoologo, si trasferisce a San Francisco nel 1927 è quasi subito entra in contrasto con paradiso ed inferno: “possibile che se un uomo si comporti male in vita debba per forza andare all’inferno? Mi sa tanto di bufala per tenerci buoni…” Ottiene un master in chimica e nel 1944, dopo aver partecipato ad una lezione di uno Swami Vedanta, decise di entrare in un monastero diventando monaco dell’ordine Ramakrishna. Il suo compito all’interno del gruppo era quello di riconciliare astronomia ed insegnamenti del Vedanta stesso ed è qui che Dobson inizia a costruire i primi telescopi ed aiutare le persone al di fuori del monastero a farlo. La cosa non era ben vista dall’ordine così arrivò l’aut-aut “o smetti con questi telescopi e rimani, oppure lasci il monastero”.

Dobson decise di rimanere fino a quando verrà ingiustamente espulso nel 1967 per quello che lui stesso definisce “un fraintendimento”. Da qui in poi il resto è storia che tutti conosciamo, co-fonderà nel 1968 la “San Francisco Sidewalk Astronomer” (tutt’ora attiva) e pian piano il suo modo di auto costruirsi i telescopi a costo quasi 0 (i vetri per i primi specchi che lui stesso lavorava erano ricavati da oblò di navi in disarmo), diventa una filosofia di vita per una parte gli astrofili di tutto il mondo.

John Dobson - Immagine presa dal sito di Storeline Amateur Astronomical Association

John Dobson – Immagine presa dal sito di Storeline Amateur Astronomical Association

L’introduzione della ” astronomia da marciapiede ” gli permise di acquisire ben presto un’enorme popolarità, ma di cosa si tratta? Semplice, lui ed i membri della sua associazione, nelle serate limpide, si mettevano letteralmente sui marciapiedi intralciando il passaggio in modo che chiunque capitasse li, incuriosito o meno, si trovasse comunque di fronte ad un telescopio: regalando visioni mozzafiato corredate da spiegazioni “alla Dobson” ecco che gente che fino a quel momento non aveva nemmeno mai alzato la testa al cielo si trovava ad osservare galassie, nebulose o pianeti. Nel 1969 fu invitato ad un incontro per auto costruttori di telescopi: il suo 24″ (61cm) realizzato con una spesa minima (300$) vinse il primo premio per la parte ottica ed il secondo premio per quella meccanica.

Una curiosità, era sostenitore di un modello cosmologico non standard secondo il quale la materia non può generarsi dal nulla con il big bang ma soprattutto riteneva impossibile la presenza di materia oscura inventata, secondo lui, dai fisici per farla combaciare con quella della grande esplosione: “I cosmologi del Big Bang pretendono di tirar fuori l’universo dal nulla; è come chiederci di credere che il niente crea il tutto dal niente, ma non è quanto si evince dalla nostra fisica. Questo modello è antiquato quanto il sistema tolemaico”. Lui sosteneva un modello “stazionario riciclante” nel quale la materia dell’universo, seppur in continua espansione, si ricicla continuamente mantenendo quindi l’entropia costante e permettendo la vita sin dai primi istanti in cui l’universo si è formato. L’asteroide della fascia principale 18024 Dobson è così chiamato in suo onore.

www.aapv.it

Link a: 

  • http://www.bbastrodesigns.com
  • http://www.holland-saaa.org

Potrebbero interessarti anche...