Parker Solar Probe: Una Missione Epocale sul Bordo del Sole

Quasi conclusi i preparativi per la missione che cercherà di risolvere alcuni dei misteri sul funzionamento della stella più vicina alla Terra.

Sono ancora molte le questioni aperte sui fenomeni fisici che riguardano il Sole e uno dei misteri più grandi è sicuramente il problema del riscaldamento coronale. La fotosfera del Sole, la zona interna corrispondente al “disco solare”, al contrario di quanto si creda, è molto più fredda (5800°K) della Corona Solare intorno al disco che può arrivare anche a 10 milioni di gradi Kelvin. La nuova sonda della NASA che dopo anni di rinvii verrà lanciata questa estate potrebbe svelare nuovi scenari sulla nostra stella.

Mai Stati Così Vicino

La sonda Parker, grande quanto un’auto di piccole dimensioni, per la prima volta sfreccerà ad una velocità di 700.000 Km/h a una distanza record di 6 milioni di km dalla superficie del Sole (circa 8.5 volte il raggio solare) per sondare direttamente quelle regioni della corona ancora sconosciute.

La sonda che attualmente detiene il record è la Helios 2 che è riuscita ad avvicinarsi fino a 43.4 milioni di Km dal Sole ad una velocità di 252.792 Km/h il 17 Aprile del 1976.

Il passaggio della sonda in questa regione esterna dell’atmosfera solare, per la prima volta, fornirà misure e immagini che rivoluzioneranno la nostra conoscenza sulla Corona Solare e sull’origine del vento solare. Eventual scoperte potrebbero essere utili per lo sviluppo di nuovi modelli per lo studio dell’ambiente spaziale intorno al nostro Pianeta che influenza la nostra vita e i satelliti in orbita.

Lo scopo principale della missione è tracciare il movimento del calore attraverso l’atmosfera Solare e scoprire cosa accelera il vento solare. Queste domande, irrisolte da più di 60 anni, richiedono misurazioni effettuate direttamente all’interno dell’atmosfera solare. Oggi con l’impiego di nuove tecnologie è finalmente possibile sviluppare scudi termici in grado di resistere ad ambienti così estremi.

Uno scudo termico allo stato dell’arte

La sonda si avvicinerà così tanto che dovrà resistere a temperature di oltre 1300°C e a forti radiazioni nella zona in cui il vento solare da subsonico diventa supersonico e nascono le particelle più energetiche.

Per viaggiare in questo ambiente ostile, la sonda è equipaggiata con uno scudo termico esagonale in composito carbonio-carbonio rinforzato spesso 11,4 cm. Gli strumenti scientifici sono posizionati al centro dell’ombra dello scudo termico e rimarranno al sicuro intorno ai 25°C.

Durante i voli più vicini, i pannelli solari principali verranno ritratti all’ombra dello scudo lasciando operativi i pannelli solari secondari molto più piccoli e dotati di un sistema di raffreddamento che cosentirà di resistere a queste temperature altissime.

Chiunque può salire a bordo

Come per altre missioni, la NASA ha deciso di dare l’opportunità a chiunque di partecipare alla missione inviando il proprio nome e cognome. La lista delle persone che decideranno di inviare il proprionome sul Sole, verrà scritta in un microchip installato nella sonda.

Scritto da Filippo Curti

Filippo Pavone

Ciao, sono Filippo! Giovane astrofilo con la passione per le riprese di oggetti del sistema solare. Nel tempo libero sviluppo Emout e mi occupo della sua manutenzione!

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