Astrofotografia Smart: Accessori e App

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei requisiti che deve soddisfare il nostro telefono per poter fare delle fotografie al cielo. Però, soddisfare queste richieste, non ci permette automaticamente di fare delle splendide foto. Infatti, sarà necessario un cavalletto per stabilizzare le foto con una lunga esposizione. Inoltre, dobbiamo sapere quali sono i periodi migliori per poter fotografare e, in questo, la tecnologia accorre in nostro aiuto. Probabilmente, a prima vista, le foto che scatteremo non saranno perfette, non tutte le ciambelle nascono col buco! Però, con un po’ di post-produzione, potremmo migliorarle parecchio. Infine, un interrogativo che molti lettori di questo articolo potrebbero chiedersi: “Perché dovrei iniziare a scattare con lo smartphone?”. In questo articolo cercherò di approfondire i vari accessori e le varie app che possono migliorare il nostro prodotto finale e, soprattutto, una risposta a questo interrogativo.

La montatura, quale scegliere?

In primo luogo, nella fotografia astronomica, la lunga esposizione è uno dagli elementi fondamentali. Di conseguenza, ci serve uno strumento che ci aiuti a mantenere il nostro dispositivo stabile durante tutta l’esposizione. Per questo, uno strumento fondamentale per chi vuole iniziare ad astrofotografare con uno smartphone è il cavalletto.

Se siete alle prime armi con l’astronomia in generale potete usare un semplice cavalletto fotografico mentre, se siete già in possesso di un telescopio, potrete sfruttare la montatura di quest’ultimo. Infatti, questa è progettata per sopportare il ben più grande peso di un telescopio, di conseguenza, sarà molto stabile con il telefono. Fissarlo alla montatura non sarà un problema, infatti, basterà comprare l’adattatore fotografico per l’attacco vixen o losmandy, a seconda del tipo di attacco della vostra montatura, e attaccare alla vite un adattatore per smartphone. Se si utilizzano le montature dei telescopi, inoltre, abbiamo la possibilità di sceglierne il tipo, se altazimutale oppure equatoriale.

La prima è spesso una montatura economica e pronta all’uso, inadatta per l’astrofotografia dal telescopio, dato che è perseguitata dal problema della rotazione di campo, ma perfetta per piccoli ingrandimenti come quelli che può offrire uno smartphone.  L’altazimutale è, infatti, la montatura perfetta per iniziare a fotografare con il proprio telefono, rapida, semplice e precisa. Dato che cattureremo anche delle porzioni di elementi paesaggistici, non è molto importante l’inseguimento poiché questi verrebbero mossi.

(Montatura Altazimutale)

Invece, una montatura equatoriale è più pesante da trasportare, dato che è munita di contrappesi, ma permette di ottenere un perfetto inseguimento, il che la rende perfetta per le pose a lunga esposizione. Ma, come ribadito precedentemente, nel caso dello smartphone l’inseguimento è pressoché inutile, dato che non riusciremmo a raggiungere ingrandimenti tali da iniziare a catturare gli oggetti più estesi del profondo cielo. Di conseguenza, la montatura equatoriale rimane consigliata per l’astrofotografia tramite reflex.

(Montatura Equatoriale)

App e consigli

Innanzitutto è consigliato programmare in anticipo la serata dando un’occhiata al meteo e alle effemeridi, per evitare di fotografare con la Luna piena o di ritrovarsi avvolti nella nebbia. Nel caso della situazione meteorologica io affido le mie serate a ilMeteo e a Meteo&Radar per vedere in tempo reale il moto delle nuvole. Mentre, per orientarmi nel cielo, utilizzo Stellaium, app a pagamento che può essere tranquillamente sostituita con altre applicazioni gratuite nello store come SkyPortal e Star Walk 2. Una volta usciti e posizionata l’attrezzatura è meglio cercare di orientarci nel cielo mentre i nostri occhi si abituano al buio. Una volta fatto ciò dovremmo fare molte prove prima di poter iniziare a fotografare, dobbiamo mettere a livello il telefono, controllare bilanciamento del bianco, esposizione, ISO e messa a fuoco. Dato che saranno necessari diversi scatti e poiché a tempi di esposizione troppo lunghi il live view non funziona, consiglio di fare questi primi test nel formato jpeg per non riempire inutilmente la memoria. Un altro consiglio è di dotarvi di una penna touch per potersi mettere i guanti, soprattutto in inverno. È meglio, inoltre, impostare il timer in modo che il piccolo movimento esercitato dal dito, nel premere lo schermo, possa attenuarsi. Infine, non bisogna assolutamente utilizzare lo zoom. Infatti, questo, è uno zoom digitale che aggiungerebbe solamente rumore nell’immagine e perderebbe di definizione. Dopo tutti questi preparativi siamo liberi di cominciare ad astrofotografare. Finita la nostra sessione fotografica possiamo esportare su computer i nostri risultati, oppure possiamo fare una prima elaborazione direttamente dal telefono o, ancora meglio, da un tablet. Ovviamente, questa prima elaborazione non sarà molto precisa, ma può essere adatta per fare qualche miglioria prima di pubblicare le nostre fotografie sui social. Le migliori app Android per questa funzione sono Snapseed Photo Mate R3 che permettono una maggior post-produzione rispetto alla gran parte delle app predefinite.

Perché fare astrofotografia da smartphone?

Se avete provato a fare qualche foto seguendo i miei consigli è probabile che non siano venute esattamente come quelle che siamo abituati a vedere, come quelle di una reflex. Allora potreste chiedervi: “A cosa serve fare astrofotografia da smartphone?” Ebbene io ritengo che questo tipo di fotografia possa essere utile soprattutto come esercitazione. Se non siamo ancora in possesso di una reflex e siamo indecisi se l’astrofotografia possa piacerci, le foto che possiamo fare da smartphone sono un’ottima base di partenza. Potremmo, infatti, prendere confidenza con il meccanismo dei dark e dei flat. Inizieremo a capire come funzionano le impostazioni manuali come tempo di scatto ed ISO, e come questi incidono sul risultato finale. Impareremo non solo tecniche fotografiche, ma anche costellazioni. Infatti, quando posso, cerco di riprendere delle costellazioni specifiche così da memorizzare da quali stelle sono composte. Poi, esportate le foto sul computer, cerco di ricongiungere le stelle per formare l’immagine della costellazione. Questo è un ottimo metodo per imparare a riconoscere anche le costellazioni più ostiche. A chi, invece, interessa solamente scattare delle foto da condividere nei social, vengono degli ottimi star-trail!

Per questo argomento è tutto ma continuate a seguirci per rimanere aggiornati. Cieli sereni a tutti!

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